Esiste un Pd di diritto, e la segretaria riconosciuta è Elly Schlein. Ed esiste un Pd di rovescio e qui c’è un’altra donna al comando, la casertana Pina Picierno.
Nella fenomenologia del dissenso capriccioso, un po’ pedante, tignosetto, Pina sta divenendo maestra assoluta. Eurodeputata del Pd, vicepresidente del Parlamento europeo, nel tempo ha acquisito una certa duttilità nell’utilizzo dell’antitesi come principio e destino del proprio agire. Capito che esistono parole che fanno casino, per esempio “sei un putiniano“, meglio se a corredo di un contesto in cui sia presente la parola “sinistra“, Picierno si infila in ogni dibattito in cui il Pd è sotto attacco (meglio se Elly in persona) per offrire agli astanti anche le proprie carocchiate sul capo del partito che comunque l’ha candidata e fatta eleggere.
Quando nessuno ha in mente di prendere una questione e riversarla sul corpo tragico dei democratici, l’unico partito davverò gnè gnè (gnè di destra gnè di sinistra) allora si fa viva lei e avanza, producendo nella piazza d’armi dei social baruffe di qualche ora, scintille polemiche consapevole che sui giornali qualcosa alla fine giungerà.
Esiste quindi un utile netto del fatturato politico: parlare male – sempre e comunque – del proprio partito. Dà visibilità, incute un certo interesse e comunque in fin dei conti è prova che sei in vita, che esisti.






