Una zampata istintiva, col mancino, a centro area. Le mani che si portano al colletto per togliersi la maglia, poi il dito della mano destra che punta verso l'alto, e indica in su. Romelu Lukaku si spoglia, per qualche istante, anche di tutto il peso che si porta addosso. Per lui è un momento speciale per varie ragioni: la sua rete arriva in un campo 'nemico' e storicamente ostico per il Napoli, all'ultimo respiro di una partita impantanata sull'uno a uno, che avrebbe fatto lasciare per strada punti importanti; è il primo gol che segna dal ritorno dall'infortunio dello scorso agosto, il primo dalla morte del padre, avvenuta a settembre.
Il belga si commuove e nell'intervista a bordo campo fatica a trovare le parole, lascia spazio all'emozione, racconta che sono stati per lui mesi difficili. Poi, in conclusione, torna sul Napoli e sul campionato da concludere "il più in alto possibile". Un obiettivo più accessibile, per gli azzurri, con un 'Big Rom' così. A esserne felice è in prima battuta Antonio Conte, che ritrova il suo più fido pretoriano, l'uomo che ha voluto così spesso al suo fianco in carriera. Davanti c'è un Hojlund su cui il tecnico pugliese ha fatto un grandissimo lavoro, è vero, ma un Lukaku in forma come alternativa è un lusso per pochi in questa Serie A.








