Cinque secondi di video sono bastati per trasformare una scena di Carnevale in un caso politico nazionale. Le immagini, diffuse nelle ultime ore sui social, mostrano una rappresentazione satirica andata in scena durante il Carnevale popolare di Reggio Emilia. Una finta ghigliottina azionata da un figurante travestito da boia, con il volto disegnato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni inserito nel patibolo. Nel filmato si vede la lama scenica scendere mentre alcuni presenti applaudono. Il volto raffigurato cade in una cesta collocata alla base della struttura, dove compaiono anche caricature di altri leader internazionali. Il tutto circondato da cartelli ironici e riferimenti tipici della tradizione satirica carnascialesca. La scena, tuttavia, ha immediatamente suscitato reazioni durissime. Esponenti del centrodestra hanno parlato di un gesto gravissimo, accusando gli organizzatori di aver superato il confine tra satira politica e violenza simbolica. Secondo quanto ricostruito, l’installazione faceva parte delle iniziative del Carnevale popolare cittadino, evento organizzato ogni anno da associazioni e realtà autogestite, tradizionalmente caratterizzato da spirito comunitario, creatività e critica sociale. Proprio la dimensione satirica viene rivendicata da ambienti vicini agli organizzatori, che sottolineano come il Carnevale, per sua natura storica, abbia sempre utilizzato simboli forti e provocatori per rappresentare il potere. Ma la polemica non si è fermata alla contrapposizione politica. Anche nel dibattito pubblico si moltiplicano le posizioni contrastanti: c’è chi difende la libertà della satira, ricordando che la caricatura del potere è una componente essenziale della democrazia, e chi invece ritiene che rappresentazioni di esecuzioni, anche se simboliche, contribuiscano ad alimentare un clima di ostilità e radicalizzazione.