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La premier sente i leader dell'Ue e del Golfo. Oggi l'informativa del governo in Parlamento
E insomma, il Golfo brucia, non è ancora tempo di feluche. "Certo, di principio noi eravamo favorevoli a una strada negoziale - racconta Antonio Tajani - e il presidente del Consiglio lo ha ripetuto più volte". Roma ha pure ospitato una tornata di colloqui Usa-Iran, con mediazione omanita, ma tant'è, questa è l'ora del realismo, spiega il ministro degli Esteri, che oggi riferirà a Palazzo Madama sugli sviluppi della crisi. "Facciamo il punto. Innanzitutto è inaccettabile che Teheran costruisse la bomba nucleare e incrementasse il numero dei missili: l'irrigidimento ha provocato la reazione di Israele e Stati Uniti. Secondo, noi condanniamo con nettezza gli attacchi iraniani violenti e privi di senso contro Paesi che non c'entrano nulla. Il regime è isolato". Al terzo punto, se Washington ha avuto ragione a scatenare il blitz, risponde Matteo Salvini. "Preferisco sempre la diplomazia. Però se un regime sanguinario prepara l'atomica e vuole cancellare l'Occidente dalla faccia della terra, allora chi è intervenuto ha fatto bene".







