Scherzi al passo coi tempi, con una narrazione filmica e altamente comica che si avvale della presenza in studio di un comedian doc: è il nuovo 'Scherzi a parte' condotto da Max Giusti che torna domani, lunedì 2 marzo su Canale 5, con quattro prime serate popolate da personaggi inediti e una modalità di racconto delle beffe rivista e attualizzata.
Vittime della prima puntata: Gabriel Garko, Isobel Kinnear, Lorella Cuccarini, Paolo Conticini, Francesca Barra e Gilles Rocca.
Al suo debutto nel prime time su Canale 5 (sulla rete ammiraglia di Mediaset conduce già il preserale Caduta libera) Giusti spinge l'acceleratore sulla contemporaneità: "ho cercato di avvicinarmi a questo titolo storico — che nasce 33 anni fa ed è stato condotto da colleghi di altissimo livello — con un gusto personale" racconta conversando con l'ANSA. "Sono arrivato a questa nuova avventura editoriale con l'idea di renderla contemporanea, perché negli anni cambia anche il modo di ridere: bisognava fare un passo avanti e in questo mi sento fortunato ad avere un gruppo di autori bravissimi. Abbiamo alzato il livello degli scherzi anche perché oggi la fruizione è piena di 'second screen'" mentre guardiamo la Tv, siamo anche al computer o sul telefono". Di qui la necessità di fare (e mostrare) scherzi al passo coi tempi. "Abbiamo raccontato perché abbiamo fatto uno scherzo, chi ci ha aiutato a realizzarlo, cosa accadeva intorno alla vittima, come lo abbiamo allestito: sembrano dei mini-film con alla base una narrazione molto comica. Tra l'altro - prosegue l'attore - per la prima volta abbiamo una voce narrante femminile: è quella di Melina Martello, doppiatrice e direttrice di doppiaggio, una voce evocativa e ironica" che poi è stata quella italiana di Diane Keaton in numerosi film. Ma non finisce qui: "la seconda parte del lavoro è stata approcciare Scherzi a parte non solo come conduttore, ma anche come comedian. In studio metterò in scena anche alcune mie parodie e quindi ad accogliere l'ospite di turno ci saranno di volta in volta Alessandro Borghese, Cristiano Malgioglio, Aurelio De Laurentiis, tutto declinato in base alla vittima dello scherzo che facciamo". In generale "non c'è una liturgia precisa: ogni puntata è diversa". Nella lettura di Max Giusti di Scherzi a parte 2026 c'è sia l''effetto cinema' che il divertimento in studio: "Nell'evoluzione del programma mi piaceva l'idea di avere uno studio pieno di persone e immaginare due cose: la prima, un effetto cinema, come se il pubblico guardasse lo scherzo sul grande schermo; la seconda, creare un'atmosfera di divertimento soprattutto in studio. Non uno studio passivo quindi, ma parte attiva della comicità, capace di trasmettere energia anche a casa". Ci sono stati 'vittime' che si sono sottratte alla messa in onda? "Tutti quelli che vedete in studio hanno firmato la liberatoria. Se mi chiedete se qualcuno ci ha fatto penare per farlo, vi dico di sì: ma alla fine sono stati tutti autoironici. Sul momento qualcuno si arrabbia, poi però prevale lo spirito del gioco". In realtà "la fatica più grande, nel 2026 e in un momento di iperconnessione come l'attuale, è stata farli 'cadere' nello scherzo: sono stati davvero bravi a studiarli. Posso dire che abbiamo avuto due fortune: la prima è che il programma non era più in onda da qualche stagione" e quindi in generale l'idea di un inganno era meno presente. "La seconda - prosegue Giusti - è che le tecnologie sono sempre più avanzate, se oggi vuoi mettere una microcamera è più difficile notarla. Comunque gli scherzi nascono sempre dal personaggio che andiamo a 'sfrucugliare': il nostro è un lavoro al passo con i tempi". Per la prima volta nella storia del programma, gli scherzi non saranno rivolti soltanto a personaggi famosi: con la complicità di Max Giusti, anche persone comuni diventeranno protagoniste delle beffe. Se le energie "sono tutte per i programmi di Canale 5" Max Giusti è comunque impegnato nella coda del suo tour teatrale che finirà a maggio a Sanremo e sta cominciando la preparazione di uno spettacolo speciale. "A luglio farò uno spettacolo celebrativo per i 40 anni di carriera, una serata unica all'Auditorium Parco della Musica" spiega. "Ho iniziato a lavorare a 16 anni e mezzo e, avendo cominciato così presto, oggi a 57 anni mi sento nel pieno della mia maturità artistica. Diciamo che, non essendo un genio, meno male che mi sono avviato prima… altrimenti sarei maturato a 70 anni!".






