Dopo le rivelazioni della vigilia - i post social in cui la psicologa incaricata delle valutazioni sul caso insultava e dileggiava la famiglia nel bosco -, interviene il Garante per l’Infanzia dell’Abruzzo, che definisce la vicenda di estrema gravità. Al centro della bufera c’è il possibile coinvolgimento, nel procedimento che ha portato all’allontanamento dei tre bambini, di una professionista che in passato aveva espresso giudizi durissimi proprio su quel nucleo familiare.
A prendere posizione, come detto, è la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis. "Da quanto emerso, nell’ambito del procedimento che ha condotto all’allontanamento dei tre bambini dal proprio nucleo familiare e nelle successive attività di accertamento sulle condizioni degli stessi e dei genitori, risulterebbe il coinvolgimento di una professionista (ausiliaria Ctu) che in precedenza aveva già espresso pubblicamente, attraverso i social network, giudizi e posizioni fortemente denigratorie nei confronti della famiglia", premette la De Febis.
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