Cinque secondi. Tanto è bastato perché si consumasse una tragedia senza precedenti a Milano che ha lasciato sull’asfalto del centro lamiere contorte e pozze di sangue. È anche su quel margine di tempo che si concentreranno gli accertamenti della Procura di Milano, chiamata a verificare in particolare il funzionamento del sistema frenante e del dispositivo automatico di sicurezza del tram della linea 9, deragliato giovedì in Viale Vittorio Veneto. Un aspetto controverso ma che potrebbe essere stato determinante nell’incidente in cui hanno perso la vita due passeggeri, Ferdinando Favia e Abdou Karim Toure, e una cinquantina di persone sono rimaste ferite. Fonti dell’Azienda Trasporti Milanesi spiegano che è attivo un dispositivo di monitoraggio che interviene frenando e arrestando il mezzo quando il conducente non risulta vigile o in grado di agire alla guida. Il sistema è sempre operativo oltre i 3 chilometri orari: per dimostrare di essere vigile, il tranviere deve premere un pulsante ogni 2,5 secondi; in caso contrario scatta un allarme sonoro e, se dopo ulteriori 2,5 secondi non vi è risposta, si attiva automaticamente la frenata fino all’arresto del mezzo, che necessita comunque di uno spazio adeguato per fermarsi.