Milano, 1 mar. (askanews) – La Cantina Ventiventi ha deciso di prolungare i tempi di affinamento sui lieviti per cinque dei suoi Metodo Classico, prodotti nel distretto vitivinicolo a nord di Modena. “Essere giovani significa avere il lusso di lasciarsi sorprendere: avevamo previsto 30 mesi ma all’assaggio abbiamo capito la vera potenzialità dei nostri vitigni” osserva Andrea Razzaboni, uno dei fratelli alla guida dell’azienda di famiglia, spiegando che “a 40 e 50 mesi la freschezza non svaniva ma acquisiva un’eleganza che non osavamo immaginare. Modena non è solo velocità: in cantina abbiamo imparato che l’eleganza ha bisogno di lentezza. Abbiamo scoperto un potenziale di invecchiamento superiore alle aspettative” prosegue Razzaboni, sottolineando che “la terziarizzazione degli aromi non copre la varietalità ma la mette in risalto, creando una sinergia tra lo stile modenese e l’eleganza del Metodo Classico”.

L’aumento dei tempi di affinamento si accompagna a una scelta di dosaggi contenuti, lasciando che siano vitigno e tempo a determinare l’equilibrio. “Pignoletto, Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce sono vitigni eccezionali” continua, aggiungendo che “temevamo che un affinamento troppo lungo potesse attenuare la freschezza delle singole varietà e alterare l’autenticità delle bevute modenesi, estremizzando la complessità. Il risultato è stato diverso: spumanti eleganti, che non richiedono grandi dosaggi perché già in grado di raccontare il vitigno e il lavoro svolto in campagna, insieme al lungo periodo sui lieviti”.