C’è un filo che collega Giarre, in provincia di Catania, a Los Angeles e passa per la notte degli Oscar. È il filo – industriale e culturale insieme – che unisce la storica azienda dolciaria siciliana Dolfin al fenomeno globale di K-Pop Demon Hunters, il film d’animazione targato Netflix diventato in pochi mesi un culto planetario.
Ma la partnership con Netflix non è soltanto un’operazione commerciale legata a un titolo di successo. È il segnale di una manifattura siciliana che dialoga con l’industria culturale globale, integra licensing, tecnologia e investimenti strutturali e consolida un modello in cui la stagionalità pasquale – con un peso del 36% sul fatturato – resta il cuore economico dell’impresa. Dal caramellificio del 1914 ai robot in linea, passando per il ponte che collega produzione e welfare, Dolfin racconta una storia di adattamento continuo. E l’uovo K-Pop è l’ultimo tassello di un percorso industriale lungo oltre un secolo.
Un’azienda storica
Fondata nel 1914 a Giarre dalla famiglia Finocchiaro, oggi alla terza generazione, l’azienda ha attraversato oltre un secolo di trasformazioni: dalla fabbrica artigianale di caramelle e confetti all’automazione del 1948, fino alla manifattura 4.0. La collaborazione con Netflix è quindi un passaggio coerente dentro una traiettoria industriale precisa: usare l’intrattenimento globale per rafforzare un modello produttivo che tiene insieme stagionalità, tecnologia, sostenibilità e welfare aziendale.






