Una volata al “no” al referendum e uno sguardo alle elezioni del 2027. La segretaria del Pd Elly Schlein torna a Torino nel suo tour nazionale contro la riforma della giustizia voluta dal governo Meloni. E il partito piemontese ribadisce: «Nessuna divisione interna, chi vota sì lo fa per una posizione personale». La visita intreccia referendum, politica locale e rapporti con la Cgil. Senza dimenticare l’abbraccio al leader della Cgil Maurizio Landini, in un passaggio che rafforza l’asse progressista contro l’esecutivo.

Tappa al Centro studi Piero Gobetti

Domani la leader dem sarà nel capoluogo piemontese sulle orme del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La prima tappa, infatti, sarà al Centro studi Piero Gobetti, per i cent’anni dalla morte dell’intellettuale antifascista. Insieme a lei interverranno il presidente dell’osservatorio Marco Revelli e l’ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, leader del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Gobetti.

L’asse con Maurizio Landini

Seconda tappa alla sede della Cgil Piemonte, in via Pedrotti 5 a Torino. L’ultima volta che Landini e Schlein si erano visti sotto la Mole era in occasione di un referendum, quello sulla cittadinanza e contro il jobs act. Il tema dell’incontro di domani sarà “Il lavoro al centro del Paese per un’alternativa democratica”. Prosegue l’unione tra sindacato e Pd nella battaglia contro il governo Meloni. D’altronde anche il referendum del 22 e 23 marzo ha assunto connotati di scontro politico. «Il “sì” - spiega il segretario regionale Domenico Rossi - significa accettare che il potere esecutivo, anche in Italia, si espanda a scapito del legislativo, del giudiziario e del potere dell’informazione, seguendo una tendenza delle destre in tutto il mondo; mentre altri sono i problemi del Paese. Il “no”, invece, è la difesa della Costituzione, dei giusti limiti al potere esecutivo».