Il governo iracheno ha dichiarato tre giorni di lutto per la morte del leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei. In un comunicato ufficiale diffuso oggi, il governo di Baghdad ha espresso le "condoglianze al nobile popolo dell'Iran e a tutti i musulmani" per il "martirio" di Khamenei, definito "rinomato studioso e mujaheddin", a seguito di "un palese atto di aggressione e un gesto riprovevole che viola tutte le norme umane e morali e costituisce una chiara violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali".
Il "governo iracheno", ha aggiunto il comunicato, "dichiara tre giorni di lutto nazionale in tutto il Paese". Baghdad ha ribadito il suo appello a uno stop "immediato e incondizionato delle operazioni e azioni militari che stanno portando la regione a livelli di violenza senza precedenti, esacerbando il conflitto e minando la pace e la sicurezza internazionale".
Centinaia di manifestanti che protestano per l'uccisione della Guida Suprema iraniana hanno quindi tentato questa mattina di assaltare la Zona Verde fortificata di Baghdad, dove si trova anche l'ambasciata statunitense: lo riferisce un giornalista dell'Afp.
"Questi tentativi sono stati finora sventati, ma loro continuano a provarci", ha detto all'Afp una fonte della sicurezza. Il giornalista Afp ha affermato che i manifestanti, alcuni dei quali sventolavano bandiere di gruppi armati filo-iraniani, hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza, che hanno risposto con gas lacrimogeni. I media locali hanno riportato proteste in altre province dell'Iraq meridionale. Diversi gruppi armati iracheni sostenuti dall'Iran hanno dichiarato sabato che non rimarranno "neutrali" e difenderanno la Repubblica islamica. Il potente gruppo Kataeb Hezbollah ha dichiarato che attaccherà le basi statunitensi dopo che due dei suoi combattenti sono stati uccisi in attacchi aerei nell'Iraq meridionale.













