Le pagelle di Fabrizio Biasin alle cinque serate del Festival di Sanremo 2026
TONYPITONY - 10 Presentato come “la macchietta che involgarirà la serata delle cover” ha zittito tutti con un’esibizione che, complice la bravissima Ditonellapiaga, è già storia. Classe, stile, intonazione, alchimia: semplicemente perfetti.
LILLO - 9 In un Festival che ha strappato realmente poche risate, l’altra metà del duo con Greg ha fatto il suo dovere e ci è riuscito. Le mosse insegnate ai cantanti (“il doppio Anagni”) hanno spaccato, la gag sul cantante di samba ha i suoi anni ma, oh, funziona tutte-le-sante-volte.
DANTE FABIANI - 8 Questo nome difficilmente vi dirà qualcosa, ma un simbolo di virtuosismo, la dimostrazione vivente che in Rai c’è ancora chi sa fare alla grande il suo mestiere. Dante Fabiani è il grande - non per dimensioni, ma per professionalità, gentilezza, sopportazione e capacità di agevolare il lavoro degli altri - capo ufficio stampa del carrozzone. E uno dei motivi per cui, da diversi anni, le cose sanremesi a livello di comunicazione funzionano benissimo.
SAL DA VINCI - 7 È arrivato con una missione chiara: pubblicizzare al meglio il suo prodotto. Che è un buon prodotto perché, la verità, è che Da Vinci non sarà Leonardo ma le sue cose le sa fare benissimo. Con “Per sempre sì” è destinato a sbancare la Siae. Mica scemo.












