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Ultimo aggiornamento: 10:13

Chi ha memoria storica di calcio, si ricorderà che per Spalletti lo stadio Olimpico di Roma ha un valore particolare. E no, non si parla del suo passato in giallorosso, ma di un trascorso da avversario: era l’allenatore dell’Inter e contro la Lazio all’ultima giornata si stava giocando la qualificazione in Champions. Serviva un solo risultato, vincere, ce la fece in maniera rocambolesca: un 2-3 che permise ai nerazzurri di ottenere il quarto posto, superando proprio la Lazio per la differenza reti. Ora, la Lazio in questa narrazione non c’entra, ma l’Olimpico sì: anche se mancano 12 partite, quella contro la Roma di domenica sera per la Juventus ha il sapore quasi di uno spareggio dentro–fuori. Perché i giallorossi vincenti scatterebbero a +7 in classifica, con Como e Atalanta pronte a scavalcare i bianconeri. Trauma.

La Juve è già quinta, perdendo lo scontro diretto vedrebbe il quarto posto allontanarsi. Trauma vero, sì. Ma con altri 33 punti a disposizione, l’impresa potrebbe essere comunque possibile, prima di programmare nel migliore dei modi la prossima stagione. Anche se da questo punto di vista, la Juventus si sta già muovendo. La priorità era bloccare Yildiz ed è stato fatto. Poi, McKennie. E anche questa è cosa praticamente fatta. Nella giornata di giovedì 26 febbraio la Juventus ha firmato il prolungamento del contratto di Pinsoglio, mentre l’ufficialità di quello dell’americano potrebbe arrivare proprio dopo la Roma. O comunque nella prossima settimana. Le parti sono davvero molto vicine e nulla lascia pensare che alla fine si separeranno: McKennie si è meritato sul campo la conferma e, questa volta, non partirà dalle seconde linee per scalare posizioni in campionato. Sarebbe paradossale. O forse, più banalmente, sciocco pensarlo. Anche perché Spalletti nel suo giocatore crede molto.