Dopo 34 giorni di protesta i gruppi indigeni brasiliani hanno iniziato a lasciare l'area del porto della Cargill a Santarém, nello Stato amazzonico di Pará, dove per oltre un mese hanno manifestato contro il decreto che inseriva tratti di fiumi che attraversano la foresta pluviale nel Programma nazionale di privatizzazione dei trasporti fluviali.
Il ritiro è cominciato dopo la pubblicazione della revoca della nora da parte del governo, salutata come una vittoria dai circa 2.000 manifestanti appartenenti a 17 etnie di popoli originari amazzonici. "Il fiume ha vinto, la foresta ha vinto, la memoria dei nostri antenati ha vinto", hanno dichiarato i partecipanti alla mobilitazione.
"Eravamo qui in difesa del Tapajós e della nostra vita per revocare questo decreto, che per noi è arbitrario e incostituzionale. Abbiamo deciso di occupare questo spazio per attirare l'attenzione del governo", ha affermato il cacique Gilson Tupinambá al portale G1. "Siamo rimasti qui per 34 giorni perché era necessario. Ora stiamo smontando il campo per tornare nel nostro territorio, che è dove vogliamo vivere", ha aggiunto.
Dopo il ritiro del progetto, il governo ha ribadito l'impegno per la sostenibilità. Le comunità indigene chiedono ora garanzie su consultazioni preventive e sulla tutela dei siti archeologici e delle aree fluviali, considerate vitali per la loro sopravvivenza.








