Il testo è pronto e giovedì scorso è atterrato, come promesso, sul tavolo delle associazioni di categoria. Il ministero delle Infrastrutture ha trasmesso la nuova bozza di decreto sul foglio di servizio elettronico degli Ncc, aprendo l'ultimo passaggio prima dell'adozione definitiva dopo le sentenze che avevano azzerato il precedente impianto. Ma non è detto che sia questa l'ultima partita della legislatura per il settore taxi e Ncc. Il governo potrebbe infatti tornare alla carica - riferiscono fonti vicino al dossier - e inserire in un emendamento o in un treno normativo una nuova stretta per le auto nere. Ma intanto il ministero guidato da Salvini ha riscritto integralmente il decreto del 16 ottobre 2024, un provvedimento dalla vita tormentata. Il Tar Lazio lo aveva annullato a agosto scorso eccependo che il ministero avesse superato i limiti fissati dall'articolo 11 della legge 21 del 1992, trasformando un atto tecnico in una disciplina sostanziale del servizio. Non solo: la Corte costituzionale ha richiamato il principio di proporzionalità e quello di neutralità tecnologica, censurando un modello che imponeva una piattaforma unica e vincoli operativi considerati eccessivi.

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