Oltre l’80% delle nuove erogazioni di mutui in Italia è ancora a tasso fisso. Una quota di poco in calo rispetto ai picchi del 2024 (94% a fine anno), ma che resta largamente dominante nonostante il variabile sia tornato più conveniente, con un differenziale di 21 punti base a suo favore a dicembre.

È la fotografia scattata dall’ultimo Banking Monitor del Research Department di Intesa Sanpaolo, da cui risulta che i prestiti alle famiglie accelerano al +2,5% su base annua a fine 2025, trainati dai mutui per l’acquisto di abitazioni (+3,4%). La domanda di mutui, secondo la Bank Lending Survey, è in significativo aumento, sostenuta dal livello dei tassi e dal miglioramento della fiducia dei consumatori.

La ripresa non riguarda solo il comparto retail. I prestiti alle società non finanziarie chiudono il 2025 in crescita del 2%, sostenuti sia dal medio-lungo termine (+1,4%) sia dal breve (+4%).

Sul fronte dei tassi, sempre secondo il report di Intesa Sp, emergono segnali di riaggiustamento. A dicembre il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese sale al 3,58%, mentre quello sui mutui si porta al 3,38% (3,47% a gennaio secondo le anticipazioni Abi).

Dopo anni segnati da shock pandemici, impennate inflazionistiche e una brusca stretta monetaria, il mercato immobiliare italiano sembra aver ritrovato un baricentro più stabile. È quanto emerge dall’ultimo Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia pubblicato ieri dalla Banca d’Italia, che restituisce l’immagine di un settore residenziale capace di adattarsi al nuovo contesto macroeconomico e di rafforzare progressivamente i propri fondamentali.