La fotografia scattata da Sace indica che la frammentazione sta diventando un rischio persistente
In un panorama economico globale segnato da una frammentazione sempre più pervasiva e dall’indebolimento del multilateralismo, le imprese italiane si trovano a navigare in un mare di incertezze geopolitiche che, sebbene elevate, non hanno ancora scalfito la resilienza del commercio internazionale, pronto a una fase di normalizzazione nel corso del 2026.
Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto “Focus On” di Sace, intitolato “Opportunità strategiche e rischi selettivi: le nuove rotte della crescita“, il sistema produttivo del Paese è chiamato a una prova di maturità che passa necessariamente per la diversificazione dei mercati e una gestione oculata dei rischi, in un contesto dove le grandi potenze utilizzano dazi, restrizioni e politiche industriali come vere e proprie leve strategiche di confronto. Nonostante le turbolenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni, gli scambi mondiali si sono dimostrati più dinamici del previsto, sostenuti da una riorganizzazione delle catene del valore e da un ciclo tecnologico spinto dall’intelligenza artificiale, ma il triennio 2026-2028 vedrà una crescita più contenuta, stimata in media al 2,3%.






