Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 16:09
“Sono consapevole che si tratta di un danno permanente e che dovrò conviverci: il nostro corpo si abitua a tutto e con il passare degli anni migliorerà, ma la lesione resta per la vita. Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l’anno prossimo”. A parlare è Federica Brignone, sciatrice italiana e campionessa olimpica con due ori tra superG e slalom gigante alle Olimpiadi di Milano–Cortina 2026, in videoconferenza dal Principato di Andorra, dove oggi ha rinunciato alla seconda prova di discesa per non sovraccaricare il ginocchio sinistro che le procura ancora molti problemi.
“Abbiamo deciso di venire qui ad Andorra, che è uno dei miei posti preferiti, dopo che lunedì scorso mi hanno svuotato il ginocchio e riempito con acido ialuronico. Sinceramente, speravo di stare meglio e sto facendo ancora fatica: ho parecchio dolore, fatico ad appoggiarmi sullo sci e quindi non mi avete visto in prova oggi, come ho sempre detto valuterò giorno per giorno la situazione“, ha spiegato la sciatrice che ad aprile 2025 si era procurata la rottura di tibia, perone e crociato anteriore.
“Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h“, ha aggiunto. “Se tutto va bene quanto voglio andare avanti? Tutto dipenderà dal mio stato di salute. Se deve diventare una tortura farò fatica, se non migliora sarà difficile vedermi il prossimo anno. Non ho preso una decisione. Non ho ancora il sentimento che voglio smettere, ma ho anche le scatole piene di stare male ogni giorno e con il dolore. A volte mi arrivano fitte allucinanti e così non è bello”, ha sottolineato l’azzurra, evidentemente stanca dei continui problemi alla gamba post infortunio.














