L'autonomia della Valle d'Aosta raggiunge il traguardo degli ottant'anni, ma ora guarda al futuro, aprendo il 'cantiere' per la riforma dello statuto speciale. La cerimonia che si è svolta ad Aosta domenica 22 febbraio è stata l'occasione per le istituzioni regionali di avviare un confronto su questo tema. Il tradizionale appuntamento celebrativo quest'anno ha infatti assunto un particolare significato per la ricorrenza dell'ottantesimo anniversario dell'entrata i vigore dei decreti luogotenziali, considerati la base giuridica dell'ordinamento valdostano, assieme allo statuto speciale. Ma è l'attualità politica a rendere l'anniversario particolarmente denso di significato: nell'agenda della Regione Valle d'Aosta c'è infatti la necessità di intervenire sui contenuti dello Statuto speciale per aggiornarlo e renderlo più attuale rispetto a un momento storico molto differente dal dopoguerra.

"Dallo Statuto del 1948 alle norme di attuazione, fino alla Commissione paritetica, abbiamo consolidato un dialogo leale con lo Stato. I nostri pilastri rimangono la specificità geografica e linguistica, che continuiamo a valorizzare investendo nell'istruzione, nelle nostre lingue e nella salvaguardia del territorio", ha detto il presidente della Regione, Renzo Testolin, intervenendo alla cerimonia in cui sono state anche conferite le onorificenze regionali di 'Ami de la Vallé d'Aoste' (Stève Gentili e Giorgio Metta) e di 'Chevalier de l'autonomie' (Giuseppe Binel, Alessandra Ferraro, Leo Garin e Giuseppe Petigax).