Dal Giappone, una storia incredibile. Di incredibile determinazione. Una storia quasi da film: quella di un uomo che paga per anni l'affitto della casa in cui fu uccisa sua moglie. Il tutto per non compromettere la scena del crimine, in attesa di nuove tecnologie che gli avrebbero permesso di scoprire il volto dell'assassino. Un assassino che è poi stato catturato.
La vicenda, raccontata da Repubblica, riporta al 13 novembre 1999. Takaba Namiko, 32 anni, viene trovata senza vita nel suo appartamento nel quartiere Nishi di Nagoya. Accanto al corpo, illeso, il figlio di appena due anni. Un delitto che per oltre vent’anni resta senza colpevole, trasformandosi in uno dei cold-case più dolorosi e seguiti della cronaca giapponese.
A impedire che il tempo cancellasse ogni traccia è il marito, Takaba Satoru. Subito dopo l’omicidio prende una decisione destinata a segnare la sua vita: continuare a pagare l’affitto di quell’appartamento. Vuole che nulla venga alterato, convinto che il progresso scientifico, prima o poi, avrebbe consentito nuove analisi sui reperti. Una scelta onerosa: secondo i media giapponesi avrebbe speso circa 22 milioni di yen pur di conservare intatta la scena del crimine.






