PADOVA - Finora ne ha giocate 24 su 26 ma se nella prima parte di stagione è più che altro entrato a gara in corso come mezzala, adesso Jonas Harder è in pianta stabile il metronomo del centrocampo biancoscudato. Ruolo che ha cominciato a ricoprire dalla gara di andata con l'Avellino, nell'allora 3-5-2 dove prima Baselli e poi Crisetig sono stati gli interpreti prediletti, mentre nel nuovo abito tattico all'insegna del 4-4-2 che richiede maggiore gamba e duttilità ha scalato le gerarchie di Andreoletti che nelle ultime cinque partite non gli ha fatto saltare nemmeno un minuto.
Più in generale, dal derby con il Venezia in avanti, il tecnico l'ha sempre schierato nello scacchiere iniziale lasciandolo in panchina solo con il Mantova, mentre con la Sampdoria all'andata era squalificato. Del resto qualche tempo fa proprio Andreoletti ha pronosticato per Harder un futuro da giocatore cardine della Fiorentina, dalla quale è arrivato al Calcio Padova in prestito secco per iniziare a farsi le ossa alla sua prima vera esperienza tra i grandi. Anche se proprio con i Viola una stagione fa è stato Palladino (adesso all'Atalanta) a farlo esordire in Conference League.
Insomma Padova si sta rivelando per lui una palestra proficua certificata da una crescita continua nel rendimento anche in un ruolo inizialmente non suo, ma che in questo momento sta interpretando al meglio, garantendo gli equilibri ad un Padova sempre più a trazione anteriore dopo gli arrivi dal mercato invernale di Caprari e Di Mariano, senza dimenticare il Papu Gomez.






