Dopo il flop della prima serata, segue la seconda con un ritmo lento: solo alle 21.22 sale sul palco la prima big. Tra un’esibizione e l’altra passano venti minuti. Nemmeno i look riescono a salvarla
Carlo Conti sul palco dell'Ariston
Sanremo – Dopo una prima serata con ascolti deludenti, ti aspetti che la seconda cominci col botto, la trovata che ingolosisce il pubblico e lo fa abboccare all’amo. Invece il Festival sceglie di partire con le Nuove Proposte, e una canzone (“Laguna”) che recita: “Ci siamo persi in mezzo alla laguna / come radici in cerca della luna”, roba da oscurare il mitico “in tutti i luoghi in tutti i laghi”. Se vi è sfuggita, niente paura, che stasera la rifanno.
La Festa del Ringraziamento (tutti ringraziano tutti, continuamente e inutilmente) si muove pachidermica. Sono già le 21.22 quando sul palco appare la prima big, Patty Pravo, ma chissà quanti a questo punto hanno già girato sul due dove danno un documentario sul bacino dell’Amazzonia, altro che laguna.
Ci sono solo 15 canzoni invece di 30 e il ritmo cala, tra un’esibizione e l’altra passano dieci, venti minuti e ti scordi della gara perché in mezzo c’è di tutto: pubblicità, cori e batticuori, Cortine di fumo, fiumi di parole e di retorica. Forse 30 canzoni non sono troppe, anzi: meglio farne 120, trenta per sera, in modo da eliminare tutto il resto.











