Il titolo di Capitale della cultura si traduce in un incremento dei flussi turistici. Spesso, ma non sempre. Alla Borsa internazionale del Turismo di Milano la scorsa settimana – presso lo stand della Regione Abruzzo – sono stati presentati i numeri che certificano ad esempio il successo della città de L’Aquila, capitale del 2026: il capoluogo abruzzese nel 2025 ha registrato un incremento del 22% di arrivi e un +83% di presenze; i flussi del trimestre estivo confermano il trend. Se nel 2018 gli ospiti erano 41.320, nel 2025 hanno toccato quota 132.794, più del triplo.
Risultati incoraggianti per L’Aquila
La crescita sembra strutturale, ma sicuramente il titolo di Capitale italiana della cultura ha rafforzato l’attrattività del capoluogo abruzzese e del territorio circostante. L’assessore al Turismo del Comune dell’Aquila, Ersilia Lancia, ha ricordato il claim «Un territorio, mille capitali»: «La cultura è stata il cemento della ricostruzione sociale. Oggi i dati dimostrano che siamo in grado di accogliere e trattenere i visitatori grazie a investimenti in infrastrutture e ricettività». Con l’estrazione e l’analisi dei dati Istat sui movimenti nelle strutture ricettive nelle ultime otto Capitali della cultura italiane è possibile misurare l’impatto del titolo su posti letto e presenze: emerge un quadro a velocità differenti, dove solo alcune città insignite sono riuscite a tradurre gli investimenti legati alle celebrazioni in eredità durature per il turismo locale.







