E'morto a 93 anni Antonio Tejero, il tenente colonnello della Guardia Civil, simbolo del tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981 in Spagna.
Si è spento in una clinica privata, circondato dai suoi familiari a Valencia. La notizia nel giorno in cui il governo ha pubblicato i documenti desecretati sul fallito golpe, a mezzo secolo dalla morte di Francisco Franco.
Con il tricornio calato e la pistola in mano, Tejero guidò l'irruzione al Congresso dei deputati durante il voto di investitura di Leopoldo Calvo-Sotelo, sparando in aria e intimando ai deputati: "Quieto todo el mundo!" Per 18 ore tenne in ostaggio parlamento e governo, in uno dei momenti più drammatici della giovane democrazia spagnola.
Il golpe fallì dopo il messaggio televisivo dell'allora re Juan Carlos I - investito da Franco per la sua successione - che ordinò ai militari, i generali Jaime Milans del Bosh e Alfonso Armada, di rientrare nelle caserme, riaffermando il suo sostegno alla Costituzione. Un intervento "non solo esemplare, ma più che decisivo" come lo ha definito oggi l'ex premier Felipe Gonzalez.
Senza appoggi militari né politici, Tejero si arrese il 24 febbraio. Fu la fine della più grande ambizione per il tenente colonnello, sposato e padre di 6 figli. Entrato a 19 anni nell'Accademia militare di Saragozza e destinato in diverse sedi, prima di diventare comandante della Guardia civil a Malaga. Per la sua ostilità verso il nuovo corso democratico, perse il comando, dopo aver cercato di impedire una manifestazione di sostenitori della democrazia, e finì un mese agli arresti.















