Dopo giorni di scontri e violenze la situazione in Messico sembra essere tornata alla normalità. Il governatore dello stato di Jalisco, Pablo Lemus, patria del cartello Nueva Generación, ha dichiarato che la vita è ricominciata normalmente, comprese tutte le attività economiche e commerciali , dopo la paralisi dovuta all’eliminazione del padrino della droga El Mencho. Le scuole ripartiranno in presenza e anche il trasporto pubblico sarà garantito, mentre sta andando avanti lo sgombero dei veicoli incendiati dai narcos lungo le strade statali, grazie ai 2.500 militari federali arrivati come rinforzo. Anche a Puerto Vallarta, principale località turistica di Jalisco, il governo federale ha dichiarato che tutto è stato riattivato, compresa la zona alberghiera. Lemus ha ringraziato le forze dell’ordine e ha promesso che il turismo sarà difeso e garantito, chiamando la popolazione all’unità e alla solidarietà.

«Sui dazi c’è ancora molta incertezza anche se speriamo che la situazione si chiarisca subito. Ma questo non deve indurre a mollare un partner strategico come gli Stati Uniti anche se è bene allargare lo sguardo ad altri mercati. Gli accordi col Mercosur e con l’India offrono una opportunità importante per compensare quello che sta accadendo negli Usa. E comunque più che i dazi, che confidiamo presto tornino ad una condizione di stabilità, è il cambio sfavorevole con il dollaro a penalizzare le imprese». Matteo Zoppas, presidente dell’Ice, l’istituto per il Commercio con l’estero, è un fiume in piena. «Seguiamo le notizie che vengono dagli Stati Uniti, momento per momento. Il lavoro di coordinamento e di diplomazia che sta facendo il governo italiano con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è ammirevole e ci dà fiducia».