Il passaggio del decreto Milleproroghe in Senato si è concluso, come previsto, in poco tempo. Dopo la fase di modifiche alla Camera, serviva una gestione flash del decreto per arrivare al via libera definitivo entro la scadenza del primo marzo (il testo deve essere pubblicato in Gazzetta il giorno prima). E così è stato. A Palazzo Madama, con 98 sì e 54 no (anche un astenuto), il testo è passato. Andando a confermare la sua caratteristica del provvedimento omnibus accentuata, anche dal passaggio alla Camera.
Il ritorno del bonus donne e dei bonus giovani e Zes (depotenziati)
Lì, tra le novità (circa 150) introdotte, c’è la proroga alle agevolazioni per aiutare i datori di lavoro nelle Regioni della Zes, includendo adesso le nuove entrate Marche e Umbria. Se da un lato l’incentivo per assumere le donne svantaggiate viene confermato fino al 31 dicembre 2026, il bonus giovani e quello Zes vengono prorogati solo fino al 30 aprile 2026, per altro con una decontribuzione ridotta al 70% e che resta al 100% «solo se le assunzioni portano a un «incremento occupazionale netto».
Gli interventi sanitari
Nel decreto non manca un nutrito pacchetto di misure sanitarie. Innanzitutto c’è la norma che rende definitiva la ricetta elettronica, la misura (per la quale non ci sarà più bisogno di proroghe) prevede che tutte le prescrizioni del Servizio sanitario compilate dai medici siano da ora in poi solo in formato digitale («dematerializzato») cosa che comunque non impedisce ai cittadini di stamparle e portare in farmacia per ritirare il proprio medicinale.






