Giovedì 26 febbraio, a 43 anni dalla prima, si terrà la Marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia. Il corteo partirà alle 9 da Bagheria (piazzetta delle vittime di mafia largo Palagonia) e, dopo aver percorso la Strada dei Valloni – durante la seconda guerra di mafia via di fuga dei killer – arriverà entro le 11 a Casteldaccia dove gli alunni delle scuole concluderanno con i loro interventi la manifestazione promossa dal Centro studi Pio La Torre.
Anche quest’anno hanno aderito scuole di ogni grado, parrocchie, consigli e sindaci dei comuni dell’area metropolitana, l’arcivescovo di Palermo, il presidente della Commissione antimafia regionale, sindacati, associazioni antimafia e culturali, consulte giovanili.
No Mafia-Droga-Guerre sono le parole d’ordine della manifestazione. Quarantatré anni fa obbiettivo della Marcia fu quello di sconfiggere le mafie stragiste della seconda guerra di mafia nel cosiddetto Triangolo della morte, che oggi gli alunni delle scuole desiderano chiamarlo “della vita”.
La legge La Torre, approvata solo dopo l’uccisione di Pio e quella di Carlo Alberto dalla Chiesa, dopo 122 anni dell’Unità d’Italia, finalmente considerò reato penale grave appartenere alla associazione mafiosa e impose la confisca dei beni proventi di reato del mafioso. Grazie alla legge La Torre i magistrati del pool antimafia di Palermo hanno potuto tenere il Maxiprocesso, il più grande della storia antimafia, concluso con la condanna definitiva dei capimafia e dei loro collaboratori e dei favoreggiatori.







