Il Cremlino insiste: Gran Bretagna e Francia hanno tentato di trasferire armi nucleari a Kiev in «palese violazione del diritto internazionale» e questo non potrà non influire sui negoziati in corso. Parlando con l’Fsb, i servizi segreti cugini del Servizio informazioni estero (Svr) che ha riportato tale informazione, il presidente Vladimir Putin ha sottolineato che gli avversari di Mosca probabilmente hanno capito come potrebbe finire qualsiasi attacco alla Russia o alle forze russe che utilizzi “un elemento nucleare”. Mentre poco prima era stato il falco Medvedev a intervenire sul tema, sottolineando che in questo caso non si parla di violazione di trattati sulla non proliferazione, ma di un trasferimento di armi nucleari a un Paese in guerra.

In tal caso, ha minacciato, «la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia». Con tali funeste premesse si è “commemorato” ieri il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina con Francia e Gran Bretagna che negano tutto e sostengono al contrario che Mosca si è inventato un allarme fittizio per offuscare il fallimento di una guerra che non sta affatto vincendo. Dal canto suo il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov ha assicurato che il Cremlino fornirà tutte le prove agli Stati Uniti e in ogni caso, ha sottolineato il portavoce Dmitry Peskov, «l’operazione militare speciale continua» in quanto gli obiettivi «non sono stati pienamente raggiunti».