Isalti del solitario Mimmo nella Laguna di Venezia ci aiutano a fare un tuffo nel passato per capire come dovremmo comportarci nel presente. La presenza del delfino che da giugno nuota nelle acque lagunari dovrebbe infatti farci riflettere su come è cambiata, soprattutto negli ultimi sessant’anni, la vita della fauna ittica in Laguna a causa delle attività dell’uomo, ricordandoci un fatto: più che di protezione da altre specie, i cetacei avrebbero bisogno di esseri protetti dagli umani. Da mesi, testimoniato anche da decine di video apparsi in rete, in Laguna viene avvistato a più riprese un tursiope che è stato ribattezzato Mimmo, notato per la prima volta la scorsa estate. Ora un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato, in fase di revisione, un articolo su Frontiers in Ethology dove riporta il monitoraggio e i possibili impatti legati alla presenza del delfino a Venezia.
Così il delfino di Venezia è stato allontanato dal bacino di San Marco (ma poi è tornato)
Di solito questi animali vivono in piccoli gruppi ma, come ricorda la ricerca, può capitare che un delfino - proprio come Mimmo - abbandoni il branco per cacciare e muoversi in aree più a ridosso degli insediamenti urbani. Da settimane, a partire dal giugno 2025, gli spostamenti del tursiope solitario sono stati osservati e registrati dalle barche mostrando come negli ultimi 8 mesi l’animale si sia spostato dall'estremità meridionale della laguna verso Venezia sino a quella settentrionale dove è più facile avvistarlo: in questi movimenti, ricordano i ricercatori, la specie non soffre di particolari rischi o esigenze di protezione se non per quelli dovuti dall’impatto delle azioni umane, soprattutto dal traffico marittimo.







