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Luigi Salomone 25 febbraio 2026
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Non segna dal 3 novembre (tre gol in campionato finora a certificare una stagione deludente), non è decisivo da troppo tempo ma è lui la ciambella di salvataggio di una Lazio con poca qualità e un attacco sempre più in crisi. Mattia Zaccagni è rientrato a Cagliari dopo aver saltato tre partite per un preoccupante problema agli addominali, proprio i muscoli che lo avevano tormentato tutta la stagione precedente fino all’operazione chirurgica di giugno. Ottantasei minuti senza lasciare traccia, una stranezza per uno che di solito incide sempre sulle prestazioni della Lazio ma non si poteva chiedergli di più vista l’assenza prolungata e il ritorno affrettato per aiutare la causa. Da ieri, però, alla ripresa degli allenamenti è scattato il piano per fargli trovare una condizione accettabile in una settimana, la data è quella di mercoledì 4 marzo, semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta che, pochi giorni fa, è passata all’Olimpico senza soffrire.
Serve il miglior Zaccagni, non la brutta copia vista in questo campionato con la Lazio che è ancora in corsa per questo trofeo grazie a quella rete fondamentale segnata al Milan negli ottavi di finale. Il capitano ha messo il sigillo su una delle pochi gioie di un anno, il 2025, tra i peggiori della storia del club tra la sciagura Bodo, la sconfitta nel derby e un lento ridimensionamento a livello di classifica.






