Milano, 25 feb. (askanews) – Sono passati appena due mesi dal Natale, ma l’Inverno sembra già arrivato al capolinea. Fino a marzo il tempo si manterrà stabile e soleggiato da Nord a Sud, con un vero e proprio anticipo di Primavera, disturbato solo da locali nubi basse sulle coste e banchi di nebbia in Val Padana.

Ma la vera, allarmante notizia di questi giorni arriva dall’alta quota: Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, pone infatti l’accento su un’anomalia termica spaventosa per le nostre montagne: “Lo zero termico salirà e stazionerà sui 3000-3200 metri di quota, con temperature massime che toccheranno i 15 gradi a 1000 metri. A fine febbraio, in pieno inverno meteorologico, l’altezza media dello zero termico dovrebbe aggirarsi tra i 1300 e i 1500 metri. In pratica siamo al doppio del normale, su valori che un tempo sarebbero stati considerati tipici dell’inizio dell’estate” Questa enorme differenza porta la firma inequivocabile dei Cambiamenti Climatici, che ci consegnano inverni sempre più corti e miti, con zeri termici “schizzati” verso l’alto che accelerano drammaticamente la fusione dei ghiacciai e aumentano il pericolo valanghe.

Le ripercussioni di questo caldo anomalo sono immediate e molto pericolose: il bollettino valanghe segnala su tutte le Alpi un pericolo marcato o forte (livello 3 o 4 su una scala da 1 a 5). Con temperature così elevate, la neve si inumidisce e diventa instabile molto prima del tempo, generando le temibili “valanghe primaverili” (o di fusione).