Il tavolo è stato ufficialmente convocato per l’11 marzo. I ministri della Pubblica amministrazione e dell’Istruzione, Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara, hanno firmato l’atto di indirizzo che “sblocca” 3,3 miliardi di euro, mettendoli a disposizione del comparto dell’Istruzione per rinnovare il contratto del triennio che va dal 2025 al 2027. È il contratto che coinvolge il maggior numero di dipendenti pubblici, oltre 1,3 milioni tra docenti, personale Ata, dipendenti di enti di ricerca e Università. Le risorse disponibili permetteranno aumenti del 5,4 per cento che, secondo le prime stime, equivalgono ad una media di 143 euro lordi mensili. Ma si tratta della classica media dei polli di Trilussa, perché mette insieme dipendenti con profili e retribuzioni molto diverse. Per avere numeri più precisi sarà necessario attendere le tabelle che saranno predisposte dall’Aran, l’Agenzia presieduta da Antonio Naddeo e che tratta con i sindacati a nome del governo.

L’atto di indirizzo firmato da Zangrillo e Valditara, con le linee guida che l’Aran dovrà seguire durante i negoziati, contiene diverse novità. Innanzitutto conferma la strada, da pochissimo intrapresa, di dotare il personale scolastico di polizze sanitarie integrative per le cure mediche. E per farlo potrà individuare forme di finanziamento anche attraverso l’impiego delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.