Sanremo, 25 feb. (askanews) – Il festival “baudiano” non poteva che iniziare nel segno (e con la voce) di Pippo Baudo. Sulle note del famoso jingle “Perché Sanremo è Sanremo” e con l’annuncio “Benvenuti al Festival della canzone italiana” di Baudo, si è aperta la 76esima edizione del Festival, l’ultimo – almeno per ora – targato Carlo Conti. L’Ariston accompagna il momento con i cori “Pippo, Pippo”. È standing ovation per lo storico conduttore – 13 edizioni della kermesse sanremese – scomparso lo scorso agosto.
Una serata ritmata nonostante la lunghezza tecnica per tutti i 30 big in gara. La musica protagonista: alla fine la giuria della sala stampa, tv e web ha decretato le cinque migliori canzoni. Nella cinquina – senza ordine di preferenza – vanno Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.
La serata è iniziata con qualche intoppo. Al Tg1, il disturbatore Gabriele Paolini interrompe un servizio politico urlando “Carlo Conti è bisessuale”. Il conduttore e direttore artistico poi coglie l’occasione e ribatte: “Volevo dire che il mio tipo è Laura Pausini e non Can Yaman, dato che c’è stato un infiltrato poco fa da quelle parti”…. Una serata con qualche gaffe. In primis la grafica per gli 80 anni della Repubblica italiana – ribattezzata ‘Repupplica’. Ed ancora: Dargen D’Amico che entra in Teatro prima di essere chiamato (con annessa risata del pubblico), Tommaso Paradiso che scivola sulle scale dell’Ariston, o Laura Pausini, co-conduttrice per tutte le serate, che “scivola” su una frase: “Me lo avete messo in mano”, ha detto, riferendosi al microfono, chiedendo scusa poi alla mamma: “Finora sono stata brava”. Gaffe anche di Carlo Conti che lanciando il collegamento con Piazza Colombo, dove c’è il Suzuki Stage, ha sbagliato il titolo del brano di Gaia, invece che “Chiamo io chiami tu”, ha detto “Chiamo io chiama lui”. Problemi tecnici, poi, con l’esibizione di Tredici Pietro, con il microfono che non funzionava.










