PORDENONE - Insofferenti a qualsiasi regola. Anche in carcere. Due fratelli egiziani di 19 e 20 anni - uno sottoposto a misura per resistenza e l’altro per le rapine ai ragazzi in stazione a Pordenone - lunedì mattina sono stati protagonisti di un movimentato episodio nella casa circondariale di Pordenone. Uno ha sferrato un calcio all’addome a un agente della polizia penitenziaria, l’altro per protesta ha sfasciato uno sgabello. La situazione è stata gestita dal personale della casa circondariale con molta professionalità ed è tornata alla normalità soltanto dopo una trentina di minuti di mediazione. L’agente colpito con un calcio è stato accompagnato in pronto soccorso, dove è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni.
A darne notizia è stata la segreteria interregionale dell’Uspp Triveneto. L’episodio è successo verso l’ora di pranzo. Uno dei due detenuti doveva rientrare in cella dopo un’uscita programmata all’interno della casa circondariale. Il giovane ha già dimostrato difficoltà ad adattarsi al regime carcerario. «Per motivi futili - ha spiegato il segretario nazionale di Uspp, Leonardo Angiulli - si rifiutava di rientrate nella cella detentiva, al fine di vincere la protesta veniva accompagnato nella camera detentiva e nel percorso ha aggredito il collega intervenuto per porre fine alla protesta, come da protocollo operativo». Scalciando ha colpito uno degli agenti all’addome. Il trambusto ha ovviamente attirato l’attenzione di tutti gli altri detenuti, compreso il fratello, per manifestare il suo disappunto ha spaccato uno sgabello.









