BELLUNO - Le Volanti a sirene spiegate, l’inseguimento, a tutta velocità, dell’uomo che cerca di scappare, la fuga su per le scale fin dentro casa, il poliziotto che lo segue e grida “fermati, o sparo”. Con i colleghi, rimasti in strada, che indossano in fretta il giubbotto antiproiettile. Fino all’arresto dell’uomo. Ieri, era il primo pomeriggio, pareva di essere dentro la scena di un film poliziesco: gli ingredienti c’erano tutti. Siamo nel quartiere residenziale di Mussoi, prima periferia di Belluno. Anzi. Il gruppo di condomìni porta il nome di Villaggio Clizia - chiamato così perché vi fa parte l’antica villa veneta “Clizia” con il Parco di Mussoi – ha una strada interna privata, chiusa da due sbarre. Una dà su via Gregorio XVI, l’altra su via Travazzoi.
Questo il luogo dell’ intervento lampo, tra e 14.30 circa e le 14.50 circa, che ha avuto tanti spettatori, dalle terrazze, dalle finestre, dalla strada che porta verso Vezzano. Ecco: proprio da qui, dopo aver percorso la rotonda a tutta velocità, entra un uomo residente al numero civico 48. «È sceso dall’auto, aveva in mano un sacchetto», racconta una persona che ha assistito all’arrivo trafelato del vicino. «Ho sentito le sirene, poi ho l’ visto parcheggiare l’auto grigia e correre su per le scale. Io ho aperto la porta, ma un poliziotto, che gli stava dietro urlando “fermati o sparo”, mi ha detto di stare chiuso dentro». L’uomo di mezza età, era fuggito da un posto di controllo, con l’auto che era sotto sequestro.







