Il 24 febbraio 2026 segna uno spartiacque inedito nella storia del costume italiano: per la prima volta, a causa dello slittamento dovuto alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, il Festival di Sanremo va in scena in esatta concomitanza con la Milano Fashion Week. Quello che poteva sembrare un cortocircuito logistico si è trasformato, nei fatti, nella più formidabile operazione di visibilità per il settore. La moda è letteralmente sotto i riflettori e il palco dell’Ariston funge da monumentale cassa di risonanza per le passerelle. Oggi più che mai, infatti, la kermesse musicale è una vetrina globale. La moda è parte integrante dello show, e gli abiti indossati da conduttori, ospiti e dai 30 Big in gara sono il frutto di scelte studiate attentamente: dietro questa complessa macchina estetica ci sono infatti mesi di lavoro febbrile tra le maison e gli stylist, i veri registi dell’immagine degli artisti, capaci di trasformare un semplice abito nel prolungamento del brano in gara. Ecco, nel dettaglio, tutti i professionisti e i brand confermati per questa 76esima edizione.
I padroni di casa e gli ospiti: tra alta sartoria e omaggi storici
L’attesa è altissima per il debutto alla co-conduzione di Laura Pausini, che ha scelto di trasformare la sua presenza in un omaggio a Giorgio Armani, lo stilista scomparso lo scorso settembre che per primo ha creduto in lei negli anni Novanta. “Negli anni Novanta portavo una 44, che era la 48 di oggi. Armani mi invitò da lui, parlammo tanto e mi disse: ‘Ti voglio vestire’. È stato un gesto di eleganza e di amore. Omaggiarlo oggi, a sei mesi dalla sua scomparsa, per me è naturale”, ha raccontato al Corriere della Sera. La cantante indosserà creazioni Giorgio Armani Privé (linea oggi guidata dalla nipote Silvana Armani). Per la prima serata sfoggerà un abito in velluto di seta blu notte, con tre cambi d’abito previsti e calzature firmate Casadei. Il padrone di casa Carlo Conti si affida invece all’eccellenza artigianale della sua terra, indossando smoking su misura Stefano Ricci, che richiedono 30 ore di lavorazione e sono impreziositi da sete damascate realizzate sugli antichi telai a mano dell’Antico Setificio fiorentino.















