Monaco, 24 feb. (askanews) – Un viaggio nel tempo e nello spazio a bordo di un Nautilus che porta fino all’anno 2050. La sensazione è quella di trovarsi in una astronave ma la destinazione è il Mare Nostrum. L’Istituto Oceanografico di Monaco con “Mediterraneo 2050” ha dato vita a una mostra immersiva e interattiva presso il Museo Oceanografico di Monaco. Circa 1.000 metri quadrati di spazi espositivi e una nuova prospettiva per capire tutte le ragioni per impegnarsi a proteggere il nostro mare.
Ci sono mille dettagli che ci sfuggono, ma che sono fondamentali per la sopravvivenza del Mediterraneo. Dall’importanza della posidonia sino all’impatto del traffico marittimo. Crocevia di civiltà passate e presenti, un tesoro vulnerabile. Pur rappresentando solo l’1% dell’oceano mondiale, ospita una biodiversità eccezionale, quasi il doppio di quella della Grande Barriera Corallina. Ma è in pericolo.
Tiziana Caporale, responsabile del servizio Educazione e Animazione del Museo Oceanografico di Monaco, nostra guida d’eccezione: “Come primo approccio portiamo il visitatore a scoprire quali sono le origini del Mediterraneo e gli proponiamo un viaggio spazio-temporale per mostrargli quali sono le caratteristiche uniche del mare Mediterraneo a livello di specie, di diversità, ma lo portiamo fino al 2050, per mostrargli attraverso una sala che è completamente immersiva, la bellezza delle specie, la ricchezza di queste specie e soprattutto come può essere il nostro mare Mediterraneo se oggi, nel 2025, decidiamo di agire concretamente, ciascuno di noi, dal cittadino comune alle istituzioni pubbliche, per proteggere il mare. E quindi è un’esposizione che si vuole affascinante, perché vuole mostrare ciò che veramente abbiamo davanti ai nostri occhi e che dobbiamo proteggere”, afferma.






