PADOVA - La pace si costruisce con la testimonianza e con il dialogo non con le polemiche. È forte e chiaro il messaggio che ieri la Diocesi di Padova ha voluto mandare all'associazione "Pace in Palestina" che, l'altro giorno, ha inviato una lettera firmata da oltre 150 persone (quasi tutti esponenti della sinistra cittadina e del mondo pacifista), arrivata direttamente sulla scrivania del vescovo Claudio Cipolla.

Lettera in cui si chiedevano spiegazioni, direttamente a monsignor Cipolla, sulle motivazioni che hanno indotto la Diocesi ad accettare che la presentazione del libro di David Parenzo "Lo scandalo Israele" avvenisse alla Scuola della Carità in via San Francesco. Poco importa se poi l'appuntamento è stato spostato all'ultimo minuto in un'altra sede tenuta segreta. La lettera, a quanto pare, non è stata per nulla gradita ai piani alti della Curia Padovana che ieri non ha fatto nulla per celare la sua irritazione.

«È davvero spiacevole verificare che la conoscenza della Chiesa è limitata a schemi che non le appartengono e neppure la contraddistinguono. Sarebbe davvero interessante che quanti sono pronti a sollevare gli scudi della polemica e alimentare un clima ostile, prima si informassero e valutassero la realtà dei fatti, mettendo insieme tutti i pezzi e non solo i frammenti che interessano è andata giù dura la Curia - Fermo restando che la Diocesi di Padova, in caso di tematiche delicate, sensibili, complesse, indirizza le parrocchie ad optare per occasioni in cui ci sia sempre il confronto fra le diverse posizioni, il vescovo non è il controllore di ogni singola iniziativa. Viviamo un tempo difficile e complesso che sta alzando il livello di aggressività e violenza anche verbale e dispiace verificare, nonostante gli sforzi profusi a diversi livelli e in diverse realtà, che si sta perdendo qualsiasi riferimento a un dialogo pacifico e conciliante. La pace si costruisce con la testimonianza e con il dialogo».