La Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), con una mozione approvata lo scorso 20 febbraio dal Consiglio nazionale, dice 'no' alla figura dei nuovi 'infermieri prescrittori' prevista dal nuovo percorso di formazione per la categoria che vedrà tre nuove lauree magistrali specialistiche il cui avvio sarà prossimo, come annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci.
Lo schema di decreto del Ministero dell'Università e Ricerca, prevede, attraverso le competenze che i nuovi infermieri acquisiranno nell'ambito del percorso formativo, si legge nella mozione, "la possibilità di prescrivere trattamenti assistenziali come presidi sanitari, ausili e tecnologie specifiche in ambiti quali l'infermieristica di famiglia e comunità, le cure neonatali e pediatriche nonché le cure intensive".
Secondo la Fnomceo, "tale previsione, così come formulata, rischia di incidere sulla corretta delimitazione degli ambiti di competenza professionale rispetto ai medici, in quanto diagnosi, prognosi e terapia costituiscono attività qualificanti ed esclusive della professione medica".
Inoltre, rileva l'Ordine nazionale, "l'elemento che rappresenta la più grande criticità è la previsione della possibilità per l'infermiere così formato di 'prescrivere trattamenti assistenziali' laddove pare doveroso evidenziare che la prescrizione di trattamenti assistenziali può avvenire solo a seguito di una diagnosi, per legge riservata, in via esclusiva, ai medici". Su queste basi, "nell'ottica di assicurare l'erogazione delle prestazioni assistenziali sanitarie nella maniera più appropriata e sicura per il paziente", nella mozione si chiede di "intervenire, con gli strumenti normativi idonei, a delineare le attività dell'infermiere formato con le nuove competenze prevedendo che lo stesso possa 'Richiedere trattamenti assistenziali quali presidi sanitari, ausili e tecnologie specifiche, in esito alla diagnosi del medico e dopo la sua prima prescrizione' in ciascuno dei tre ambiti (l'infermieristica di famiglia e comunità, le cure neonatali e pediatriche nonché le cure intensive) come previsto nel Decreto citato".






