Comunque vada, Sanremo quest’anno lo ha già vinto Cts Eventim, il colosso tedesco della musica live da 2,8 miliardi di fatturato che, tra le altre cose, controlla Ticketone e possiede la nuova Arena Santa Giulia di Milano. Secondo le elaborazioni del Sole 24 Ore 18 artisti – rispetto ai 33 che da qui a sabato prossimo eseguiranno le 30 canzoni in gara per il concorso dei Big – appartengono infatti alla galassia Eventim Live, la divisione della multinazionale che si occupa dell’organizzazione dei concerti. E se a questi 18 sommiamo gli ospiti della 76esima edizione della kermesse, il «battaglione» di Cts Eventim di stanza in Riviera raggiunge quota 26 artisti.
Tra i manager, invece, i più rappresentativi saranno il napoletano Enzo Chiummariello (Luchè e Sal Da Vinci), Gianluca Tozzi, figlio d’arte di Umberto (Marco Masini e Raf), e il tandem Andrea Dulio-Marco Alboni (Bambole di Pezza e Leo Gassmann) in forza alla britannica Ignition Records. Avrà due artisti anche Giampiero Tramice, con la differenza che canteranno insieme: Lda e Aka7. Perché c’è il Sanremo dei cantanti, quello degli autori e quello delle case discografiche, certo, ma c’è anche il Festival di chi tutela gli interessi economici degli artisti in gara e di chi organizza i loro tour. Dettaglio non di poco conto, se consideriamo che il live, con oltre 989 milioni di ricavi diretti accertati da Siae nel 2024, qui da noi rappresenta il primo segmento economico dell’industria musicale. Ed è sempre più imparentato con la televisione: lo provano format vecchi e nuovi come Taratata di Mediaset e l’annunciato ritorno di Canzonissima in casa Rai.












