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Le solite sigle hanno annunciato un presidio davanti alla Rai di Roma durante il Festival contro la tv pubblica, accusata di censurare i cantanti

Il festival di Sanremo è alle porte, domani il teatro Ariston riaccenderà le luci per la kermesse musicale più attesa del Paese ma, anche stavolta, gli antagonisti vogliono provare a rovinare la festa agli italiani. Non ci riusciranno, ma solo il fatto che vogliano provarci spiega bene quali siano le ambizioni di questi gruppi di anarchici che in qualunque occasione cercano pretesti per creare disordini. Per il momento, ma solo per il momento, non sono state annunciate manifestazioni in Riviera anche se non è escluso che entro la fine della settimana possano esserci eventi di questo tipo.

Intanto, però, mercoledì gli antagonisti si sono dati appuntamento davanti alla Rai di Roma per protestare contro il Festival. Hanno scelto una sede decisamente più comoda da raggiungere per un picchetto pressoché inutile contro quella che definiscono “censura preventiva”. Sostengono che questa “è diventata un’arma comune in Italia quando si tratta di nascondere i crimini e ripulire l’immagine di Israele”. Riferiscono anche che “anche il cantante Ghali ha subito minacce prima della sua esibizione alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina”, un fatto, questo, inedito a fronte dell’unica richiesta di non uscire dai ranghi stretti del cerimoniale del Cio, che ha regole ferree e stabilite. Definirlo minaccia appare, quantomeno, pretestuoso e romanzato.