Di Gianni Mura non si butta niente, del resto lui amava i maiali. Con questo spirito, Aligi Pontani e io siamo entrati nella sua soffitta, dove i libri di Gianni Brera si mischiano con i cd di Giovanna Marini, le lettere dei lettori con le migliaia di ritagli che hanno nutrito la rubrica domenicale “Sette giorni di cattivi pensieri”. Ora che nasce la Biblioteca dello sport “Gianni Mura” (inaugurazione domani a Milano, ore 11,30 in via Federico Confalonieri 3) è forse il caso di dirgli grazie ancora una volta per quello che ha lasciato: al giornale e ai lettori.
È quella soffitta un ritrovo di piccole meraviglie nascoste. Da scoprire con prudenza (e con molta emozione, che spesso per noi due sfociava in commozione). 38 scatoloni da trasloco, pieni zeppi di carta e libri: 14 sono finiti ad arricchire la Biblioteca. Polvere di stelle, nulla di digitale. Frammenti di corrispondenze: Pietro da Ascoli contesta il voto che ha dato a Mourinho, ma cosa avrà risposto lui? Temiamo abbia tenuto il punto, non amava gli egoriferiti e i supponenti.
Lo strappetto di un settimanale (lui non usava le forbici), con un’intervista a Biscardi che certo gli avrà fatto, sottilmente, piacere: «Mi dispiace per tanti aspiranti eredi — dichiara il conduttore tv — ma non vedo nessuno all’altezza di Gianni Brera. Se poi vuole sapere quale sia il giornalista che preferisco, dico Gianni Mura di Repubblica, anche se lui non è fra gli estimatori del Processo del Lunedì. E questo mi dispiace davvero molto, anche se le sue critiche sono sempre misurate e coerenti».






