L’Italia non avrà una legge per regolare l’uso di video modificati dall’IA durante le campagne elettorali. La proposta del Partito Democratico è stata stoppata venerdì dal governo. Uno stop arrivato alla Camera dopo mesi di dialogo tra le forze politiche. E un’apparente urgenza bipartisan di dotarsi di uno strumento in difesa delle prossime elezioni svanita col tempo. “Nessuna risposta. Nessuna spiegazione ufficiale. E questo è imbarazzante”, spiega Anna Ascani, vicepresidente della Camera e prima firmataria del testo. La legge chiedeva norme più stringenti e più controllo sui social. Ma molto è cambiato. Sono cambiati i social. Ed è cambiato l’atteggiamento della politica rispetto ai social. A Italian Tech Ascani spiega i retroscena di uno stop che però potrebbe non essere il punto di arrivo della vicenda.
Onorevole Ascani, che è successo alla sua proposta di legge?
“È successo che venerdì scorso è stata stoppata dal governo. Io ho presentato questo testo molto tempo fa. Abbiamo deciso come Pd di proporlo in quota opposizione perché ci rendiamo conto che le elezioni politiche sono alle porte. Ma abbiamo aspettato per mesi che il governo facesse la sua parte, per trovare una soluzione condivisa. E credo ci sia stata sincera apertura, soprattutto da parte del relatore Paolo Emilio Russo (Forza Italia). Il tema dei deep fake e della propaganda ci sembra urgente, soprattutto in vista delle prossime elezioni. Ma non è mai arrivato nulla. Nessuna risposta. Formalmente almeno. E questo è imbarazzante”.






