«Io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine. Ma non con i delinquenti». È da questa dichiarazione che Matteo Salvini, dopo giorni di sostegno incondizionato al poliziotto fermato per la sparatoria di Rogoredo in cui è stato ucciso uno spacciatore, prova a riposizionarsi sulla vicenda pur ribadendo la linea generale. Lo fa dal Villaggio Olimpico di Milano dove è andato a «ringraziare i volontari». Il vicepremier non arretra rispetto al sostegno espresso inizialmente: «Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite». Un principio che, precisa, non esclude la responsabilità individuale: «Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio. Perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti».
«Trovo grave che ci sia stata questa speculazione politica» della vicenda di Rogoredo, «mi aspetto che» Meloni e Salvini «facciano delle scuse. E mi aspetto pure che ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un'impunità preventiva che nemmeno le forze dell'ordine chiedono. Le forze dell'ordine chiedono più risorse e più personale», ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine di un evento a Roma. «Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto “boschetto della droga” di Rogoredo – dice Meloni – . Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre forze dell’ordine. Provo profonda rabbia all’idea che l'operato di chi tradisce la divisa possa “sporcare” il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni. Servitori dello Stato nei confronti dei quali, invece, dobbiamo tutti essere riconoscenti. Come dobbiamo essere riconoscenti in particolare alla polizia di Stato che, su delega della Procura di Milano, sta svolgendo le indagini sui propri agenti coinvolti in questa tragica vicenda, al solo fine di far emergere la verità».














