Synthesia, startup britannica specializzata nella generazione di video con l’AI generativa in Europa, ha raggiunto una valutazione di 4 miliardi di dollari a seguito di un giro di finanziamento da 200 milioni. Il round, guidato da Google Ventures – la divisione di venture capital del gruppo Alphabet –, ha visto la partecipazione dei fondi londinesi Evantic e Hedosophia, oltre che di investitori esistenti come gli statunitensi Accel (che scommise su Facebook già nel 2005), Kleiner Perkins e NVentures – il braccio finanziario di Nvidia, il colosso globale dei processori.I 4 profiliL’obiettivo di SynthesiaLa francese Mistral AI vuole competere con gli americaniL’intelligenza artificiale “sovrana” della tedesca Aleph AlphaDomyn, l’unicorno italianoL’obiettivo di SynthesiaSynthesia utilizzerà i capitali raccolti per espandere la sua “visione”, ha detto l’amministratore delegato Victor Riparbelli. “Stiamo assistendo a una rara convergenza di due grandi cambiamenti: un cambiamento tecnologico, con gli agenti di intelligenza artificiale che diventano sempre più capaci; e un cambiamento di mercato, dove il miglioramento delle competenze e la condivisione interna delle conoscenze sono diventati priorità a livello dirigenziale”, ha spiegato. “Vogliamo costruire l’azienda di riferimento in quella intersezione”.Lo scorso ottobre Synthesia ha presentato la sua nuova tecnologia, chiamata Video Agents, che permette di creare video interattivi basati su personaggi virtuali ma capaci di “conversare” in tempo reale con l’utente di fronte allo schermo: ascoltano le richieste, rispondono alle domande e ne formulano a loro volta. I Video Agents sono pensati innanzitutto per le imprese, che potranno utilizzarli per automatizzare e scalare tutta una serie di processi ripetitivi come la selezione dei candidati, i corsi di formazione professionale o i tutorial di prodotti e servizi.Secondo il segretario del Commercio del Regno Unito, Peter Kyle, “le società britanniche di intelligenza artificiale non stanno solo sviluppando tecnologie di livello mondiale, ma le stanno anche applicando su larga scala a sfide aziendali concrete”. “Il successo di Synthesia”, ha aggiunto, “è un esempio lampante della leadership globale del Regno Unito nel campo dell’intelligenza artificiale”.La francese Mistral AI vuole competere con gli americaniCon una valutazione di 4 miliardi di dollari, in effetti, Synthesia è una delle più grandi aziende di intelligenza artificiale generativa in Europa. Al primo posto della classifica c’è però la francese Mistral AI: nata nel 2023 e con sede a Parigi, ha raggiunto una valutazione di 11,7 miliardi di euro dopo il round dello scorso settembre, nel quale ha raccolto 1,7 miliardi. L’azionista principale, con una quota dell’11% e un investimento di 1,3 miliardi, è Asml, la società olandese che realizza macchinari per la produzione di microchip e che possiede un monopolio globale sui sistemi per la litografia ultravioletta estrema, un processo estremamente sofisticato che consente di “stampare” circuiti sul silicio.Come Asml è l’unica azienda europea di rilievo nella filiera dei semiconduttori, i cui centri nevralgici si trovano negli Stati Uniti e a Taiwan, così Mistral AI è ad oggi la sola realtà europea che possa realisticamente ambire a competere con le grandi compagnie tecnologiche americane. Le differenze di taglia, però, sono enormi. Anche mettendo da parte le Big Tech come Google, Microsoft e Meta, OpenAi ha una valutazione di 500 miliardi, Anthropic di 350 miliardi e xAI di Elon Musk di 230 miliardi. Mistral AI, invece, vale meno del 49% di Scale AI, una società californiana di analisi dati per cui Meta ha pagato quasi 14,5 miliardi.Pur non potendo contare sulle stesse risorse delle rivali statunitensi, Mistral AI non vuole ritagliarsi una nicchia propria ma ha l’ambizione di proporre un’alternativa ai modelli linguistici Gpt-5, Gemini e Claude e ai chatbot come ChatGpt: il suo prodotto più noto è l’assistente Le Chat, ma si è distinta anche per i modelli Magistral, dotato di capacità di “ragionamento”, e Codestral, progettato per la generazione di codice.L’intelligenza artificiale “sovrana” della tedesca Aleph AlphaUn’altra azienda europea di intelligenza artificiale che, pur essendo marginale a livello mondiale, possiede una certa rilevanza nel nostro continente è la tedesca Aleph Alpha. Fondata nel 2019 e basata a Heidelberg, vale circa 500 milioni di dollari ed è sostenuta, tra gli altri, dai gruppi Bosch e Schwarz – che possiede i supermercati Lidl.Aleph Alpha offre alle imprese e alle istituzioni pubbliche un modello linguistico, Luminous – anche se la volontà di competere in questo campo è stata ridimensionata –, e una piattaforma integrata di intelligenza artificiale generativa, PhariaAI. Ma oltre a questo, offre soprattutto un concetto, la “sovranità dei dati”, ovvero la garanzia che i dati siano soggetti alle leggi del paese in cui vengono conservati e utilizzati. Aleph Alpha insiste anche su trasparenza, privacy e compliance: sono tutte parole che risuonano bene nei palazzi europei, che ricercano una maggiore autonomia tecnologica dagli Stati Uniti, e delle caratteristiche interessanti per tutti quei soggetti che devono garantire la conformità alle normative comunitarie.Domyn, l’unicorno italianoIl Regno Unito ha Synthesia, la Francia ha Mistral AI, la Germania ha Aleph Alpha. E l’Italia? La più grande realtà italiana nel settore dell’intelligenza artificiale generativa è Domyn, fondata nel 2016 a Milano da Uljan Sharka e precedentemente nota come iGenius. Ha una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari – il che la rende, nel gergo della finanza, un “unicorno” – e non si rivolge al pubblico generalistico ma a settori specifici e altamente regolamentati: finanza, difesa, manifattura avanzata.L’offerta di Domyn si compone di modelli linguistici orientati alla sicurezza, di agenti capaci di adattarsi alle necessità delle imprese e di una piattaforma per la gestione centralizzata delle varie soluzioni di intelligenza artificiale. Parallelamente, la società sta sviluppando quello che definisce “il più grande supercomputer AI d’Europa”. Colosseum, questo il nome, sarà dotato di migliaia di microchip Grace Blackwell di Nvidia e supporterà l’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori altamente regolamentati. Sorgerà in un data center nel Sud Italia e contribuirà, forse, a ridurre il divario di capacità infrastrutturali e opportunità lavorative con le regioni del Nord.
Mistral, Synthesia, Aleph Alpha e Domyn: le 4 startup di AI generativa in Europa che sfidano i colossi americani
Dopo un giro di finanziamenti guidato da Google, la startup britannica Synthesia raggiunge una capitalizzazione di 4 miliardi di dollari. Il settore europeo dell’intelligenza artificiale non ha le stesse dimensioni di quello statunitense, ma le eccellenze non mancano. Ecco cosa fanno








