Due ministri (Carlo Nordio e Matteo Piantedosi), albergo pieno (molti sostenitori del Sì sono rimasti fuori) e una maglietta per bandiera: «Sono una persona perbene e voto Sì». Un modo per rispondere a Nicola Gratteri, il capo della procura di Napoli e testimonial del No, che i giorni scorsi ha accusato il fronte dei favorevoli alla riforma della giustizia di essere popolato da brutte persone. La campagna per il Sì al referendum del 22 e del 23 marzo prossimi vive una giornata significativa all’hotel Savoia Regency di Bologna, dove Fratelli d’Italia organizza una manifestazione - titolo: “Non c’è Si-curezza senza giustizia” - guidata dai due capigruppo parlamentari Galeazzo Bignami e Lucio Malan- e dal responsabile organizzativo, Giovanni Donzelli. A proposito di Gratteri: è a lui che il Guardasigilli riserva una delle sue battute: «Non sono mai stato in lite. Anzi, ogni volta che lo vedo ci scambiamo la mano e qualche volta anche baci e abbracci».

Metabolizzato l’appello del presidente della Repubblica al rispetto «vicendevole» tra le istituzioni, i ministri di Interno e Giustizia non rinunciano, però, alla «dialettica dei contenuti», come rivendicato proprio da Nordio. Piantedosi, invece, replica a brutto muso al Fatto quotidiano, che nell’edizione di ieri aveva messo in dubbio l’efficacia dell’azione del governo sul fronte del contrasto all’immigrazione: «Qualcuno si prodiga ad alterare i numeri che diamo». Nello specifico quelli relativi alle espulsioni - che sarebbero inferiori agli anni dei governi Renzi e Conte - e agli sbarchi. Sulle espulsioni, «nei primi due mesi dell’anno abbiamo una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, che già aveva registrato alla fine dell’anno una crescita del 15%». Quanto agli sbarchi, vedono «un meno 60% rispetto al meno 60% dell’anno scorso» (al 20 febbraio sono 2.280 gli arrivi sulle nostre coste rispetto ai 5.793 dello scorso anno).