Nella giornata in cui cadono Juventus, Napoli e Milan, la Roma non sbaglia. Non poteva permetterselo, l'occasione era troppo grande, soprattutto all'indomani delle parole del suo allenatore in conferenza stampa. «Per me esiste solo la Champions», erano state le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini nel lanciare la volata al quarto posto. Ecco allora che la gara con la Cremonese diventa un primo spartiacque della stagione, uno di quelli che non si può mancare, nonostante alla Roma serva un'ora di gioco per sbloccare la partita. Ma al 59' è Cristante a scrollare di dosso le pressioni di un cronometro che scorreva senza che ci fossero reti e dare il via alla festa. Diciotto minuti più tardi arriva il raddoppio, ancora su corner, ma questa volta la firma è quella di Ndicka che anticipa poi il 3-0 finale di Pisilli per una vittoria importante in chiave Champions.
Emozioni concentrate tutte nella ripresa, perché Gasperini perde Hermoso ancora prima di entrare in campo, con lo spagnolo che accusa un problema muscolare durante il riscaldamento, costringendolo ad alzare bandiera bianca e obbligando il tecnico giallorosso a inserire Ghilardi al suo posto. Per il resto la formazione è quella annunciata alla vigilia, perchè né in campo né in panchina ci sono Dybala e Soulé. Così dal primo minuto c'è un'altra chance per Zaragoza insieme a Pellegrini, mentre davanti a guidare l'attacco è il solito Malen. Le occasioni, però, scarseggiano e sarebbero praticamente nulle se non fosse per la traversa colpita al 35' da Mancini su assist dell'ex Celta Vigo. Dunque a fine primo tempo il parziale è di 0-0 con una Roma sotto tono e la Cremonese mai in grado di sfruttare i pochi contropiedi concessi dai giallorossi. I 59mila dell'Olimpico sbadigliano e Gasperini nella ripresa prova a stravolgere le carte in tavola, passando per la prima volta in stagione alla difesa a quattro. Sacrifica Ghilardi per inserire El Ayanoui al fianco di Koné e alzare Cristante al ruolo di incursore con Pellegrini e Zaragoza.







