Genova e l’Italia possono diventare davvero l’hub digitale del Mediterraneo? La crescente presenza nelle acque nazionali di cavi sottomarini in fibra ottica dedicati al potenziamento della connettività quanto vale in termini di sviluppo delle relazioni digitali fra Europa, Africa e Medio Oriente?I progetti in corso sono molti e Genova è la città da cui è partita la sfida: dal capoluogo ligure, infatti, si snodano una serie di reti fatte di cavi che vanno fino in Sicilia. E dall’isola ripartono per diramarsi verso gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. E anche la Puglia punta a un ruolo sempre più importante nella rotta adriatica verso l’Oriente, passando da Grecia e Turchia.Il porto dati dell'ItaliaNei giorni scorsi è stato annunciato il completamento del sistema di cavi sottomarini di Unitirreno – la joint venture partecipata dal fondo Azimut Libera Impresa e Unidata.L’infrastruttura digitale conta oltre 1.000 chilometri di fibra ottica ed è in grado di collegare la Liguria alla Sicilia passando per Fiumicino e Olbia. Si tratta di “uno dei più significativi investimenti infrastrutturali degli ultimi anni per il rafforzamento della connettività digitale italiana ed europea, in un contesto di crescente centralità delle reti per lo sviluppo economico, industriale e geopolitico”, sottolinea l’amministratore delegato di Unitirreno e Unidata Renato Brunetti nell’evidenziare che “dotarsi di reti sicure e performanti significa rafforzare la sovranità digitale, sostenere la competitività delle imprese e creare le condizioni per una crescita sostenibile di lungo periodo”.E secondo il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci “il completamento e lo sviluppo dei sistemi di cavi sottomarini che interessano Genova rappresentano una grande opportunità. La Liguria, e il capoluogo in particolare, possono davvero diventare il porto dati dell'Italia e un punto di riferimento nel Mediterraneo e in Europa per l'atterraggio di nuove infrastrutture digitali”.Risale al 2023 l’avvio della posa del cavo sottomarino BlueMed da parte di Sparkle, un cavo in grado di collegare Genocva, quindi l'Italia, con la Francia, la Grecia e Israele, con varie diramazioni nel Mediterraneo. E Sparkle ha da poco siglato un accordo con Valencia Digital Port Connect per l'approdo del cavo sottomarino Barracuda alla Genova Landing Platform, il primo cavo sottomarino diretto Spagna-Italia. Un ponte digitale di 1.070 chilometri tra Valencia e Genova.Genova è una nuova MarsigliaL’Italia sarà protagonista anche nell’ambito del progetto Medusa, la maxi dorsale da 8.700 chilometri che collegherà l'Europa meridionale con il Nordafrica, estendendosi verso l’Africa subsahariana e il Medio Oriente. La prima pietra del progetto guidato da Afr-IX Telecom e frutto di un investimento di 342 milioni di euro, è stata posata a Marsiglia lo scorso ottobre.La rotta genovese può essere dunque considerata una valida alternativa a quella storica di Marsiglia, che rappresenta il principale hub europeo? “La vera domanda non è tanto se Genova può diventare la nuova Marsiglia, ma piuttosto di quante Marsiglia abbiamo bisogno. Genova è senza dubbio un nuovo hub emergente, la Sicilia è da tempo un importante polo per i cavi e anche a Creta ne stanno sbarcando molti altri. Ma il tema è che gli operatori di rete non vogliono che troppi cavi confluiscano in un'unica sede”, spiega Alan Mauldin, research director di TeleGeography, a Wired Italia. TeleGeography è famosa per la sua mappa dei cavi sottomarini costantemente aggiornata.La roadmap futuraSecondo Mauldin “l'Italia è già un hub importante. La posizione del Paese rimarrà solida grazie ai cavi esistenti e ai nuovi investimenti previsti, come il nuovo cavo GreenMed di Sparkle”. Sparkle, la società ceduta per 700 milioni di euro da Tim a Retelit e al ministero dell’Economia (il closing dell’operazione è atteso a breve) ha infatti appena annunciato la costruzione di GreenMed, il sistema di cavi sottomarini tra Europa e Medio Oriente – attraverserà il mar Adriatico, toccando i gateway strategici di Creta e Sicilia.“GreenMed rappresenta un ulteriore passo concreto nella strategia di Sparkle volta a rafforzare il bacino del Mediterraneo come snodo digitale chiave e a consolidare il ruolo dell’Italia come hub privilegiato per la connettività internazionale. Con GreenMed nell’Adriatico e BlueMed nel Tirreno, Sparkle offre due rotte altamente innovative tra l’Europa e il Medio Oriente, per la massima diversificazione e resilienza”, spiega Enrico Maria Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle.La rotta adriatica e l’asse tra Italia e AlbaniaA proposito di mar Adriatico, nel report della Commissione europea Submarine cable security toolbox and cable projects of European interest pubblicato a gennaio, si evidenzia che “stabilire collegamenti tra Italia e Albania, così come con il Montenegro, attraverso il mare Adriatico offrirebbe vantaggi strategici, soprattutto perché entrambi i Paesi sono candidati all'adesione all'Unione europea”. A Tirana il 5 febbraio è andato in scena il meeting annuale Albanian Neutral Internet eXchange (Anix), l'unico punto di interscambio neutrale del Paese e l’Italia qui gioca un ruolo chiave: dal 2019 l'Internet exchange point italiano Namex collabora con Research and Academic Network of Albania (Rash) per gestire Anix, una partnership che ha trasformato l'Albania da periferia digitale a centro nevralgico per i Balcani. "Gli Ixp sono vitali per il futuro dell'asse Italia-Albania – sottolinea Maurizio Goretti, amministratore delegato di Namex –. Grazie alla partnership attiva da 7 anni, l'Albania non è più solo una periferia digitale, ma sta diventando un hub per i Balcani”.