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Non è solo l’ombra di Jeffrey Epstein a tornare su Andrew Mountbatten-Windsor, ma il sospetto che a trasportarla siano stati aerei pagati dai contribuenti britannici. È su questo punto che Gordon Brown ha acceso un faro destinato a pesare ben oltre le mura di Buckingham Palace. L’ex primo ministro laburista, in carica dal 2007 al 2010, ha inviato una lettera di cinque pagine a diverse forze di polizia chiedendo un’indagine sul decennio in cui Andrew fu inviato commerciale del Regno Unito. Secondo Brown, il duca potrebbe aver utilizzato jet finanziati con denaro pubblico e perfino basi dell’aeronautica militare britannica (Royal Air Force) per incontrare Epstein, arrivando persino - ipotizza - a far rientrare nelle spese ufficiali viaggi legati a rapporti personali con il finanziere condannato per reati sessuali e poi deceduto nel carcere di New York nell’agosto 2019 in circostanze sulle quali ancora aleggia mistero.

Ma non è l’unico accertamento invocato da Brown, che sollecita verifiche anche sull’eventuale accesso concesso a Epstein a infrastrutture militari anche dopo la condanna del 2008 per favoreggiamento della prostituzione minorile, e teme che possano essere state condivise informazioni riservate. L’ex capo del Partito Laburista parla di un “ruolo non riconosciuto” del Regno Unito nella vicenda, che definisce potenzialmente lo scandalo più grande. I registri di volo diffusi dal Dipartimento di Giustizia americano indicano che nel dicembre 2000 Epstein e Ghislaine Maxwell atterrarono a Luton, proseguirono verso la Raf di Marham e da lì raggiunsero Sandringham, dove Andrew si trovava. Il Ministero della Difesa precisa che l’uso delle basi Raf da parte di voli privati è consentito solo nel rispetto di regole rigide e senza interferenze operative.