Luciano Capasso, il 25enne disperso da cinque giorni nelle montagne svizzere di Saint Moritz, è morto travolto da una valanga.

Ora una nuova drammatica vicenda in Svizzera rischia di creare un altro caso con le autorità elvetiche, dopo la tragedia di Crans-Montana. "Berna non ha attivato nei giorni scorsi i soccorsi, né adesso risulta alcuna indagine su quanto è accaduto", spiegano gli stessi familiari del 25enne di Qualiano, un Comune del Napoletano, il quale lavorava come autista in un hotel e prima dell'alba di mercoledì scorso - alle 4 - era uscito per un'escursione a quota 2.700 metri, quando è stato sorpreso da una bufera di neve: da quel momento se ne erano perse le tracce.

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L'intervista al fratello che accusa le autorità svizzere VIDEO

"Le autorità svizzere mi hanno comunicato che non ci sarà alcuna indagine e hanno dato il nulla osta per il rientro della salma, che forse potrebbe già avvenire domani. Non so se sarà aperta un'inchiesta in Italia", dice il fratello di Luciano che si trova attualmente in Svizzera. E l'altro fratello, Emmanuel, denuncia "gravi negligenze", da parte delle autorità locali. "Le ricerche non sono mai partite e fin dall'inizio della vicenda - riferisce - giovedì scorso è stato risposto con sarcasmo a mia madre: 'Preparatevi a un funerale'. Il giorno dopo invece a me hanno detto: 'Rassegnati, non abbiamo una sfera magica', chiudendo poi bruscamente la comunicazione. La loro giustificazione è che avessero problemi con il meteo". Per il momento la famiglia ha deciso di "non richiedere l'autopsia sul corpo del giovane" ma, se le autorità italiane dovessero aprire un fascicolo sulla vicenda, l'esame autoptico sarà necessario per le indagini. La polizia svizzera dal canto suo ha specificato che Capasso è stato travolto da una valanga di categoria 4 su una scala che arriva a un massimo di 5, quindi di grossa entità. "Se così fosse, anche in presenza di sacche d'aria, non avrebbe avuto scampo a nulla sarebbero serviti i soccorsi qualora fossero stati anche rapidi. Resta da accertare se, alla luce di quello che è avvenuto, le autorità locali avevano emanato l'allerta valanghe", sostiene l'avvocato della famiglia, Sergio Pisani.